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Building a ruin

blog chiuso
ve l'ho spostato al centro così almeno lo leggete...vero mel?

                                          

 

Nera realtà, vana fantasia è ciò che vivo ogni giorno fra città deserte e prigioni di frasi. Come sempre scrivo di persone e cose mai viste, vite di un lontano passato estrapolate dal futuro della mia mente, strane, prive di senso a volte, ingannatrici e disorientanti, di certo scomode ai più che inconsapevolmente si accingono a leggere i prodotti della mia mente, o forse solo il vago sentore di ciò che si cela al di sotto della superficie, che tutti cercano come tracciato per le loro vite. Mentre io astraggo, mi estraneo, mi butto uccidendomi e rinascendo, in uno scontro di opposti ed un tripudio di poesia e musica, ascoltate dove la povertà si sente solo nello stomaco, non nel cuore. E se tu non mi credi non giudicarmi oltre. Sappi soltanto che questo è un gioco di un'anima. Non la vita. é solo il mio modo di scrivere, sognare, vivere, parole e poemi, di mondi arcani e frasi mai sentite, in una realtà che sfiora la pazzia, perchè fa i conti con la vita, un mondo senza eguali e senza rivali. Un modo di essere tutto mio che, spero, avrai il piacere di scoprire, mentre io mi sfogo mentre io mi sfogo cantando parole appena nate a venti mai sentiti, giocando con le note e staccando petali di sillabe da un fiore sempre vivo, aspettando che questi si posino dolcemente, lontano, privi di colore e morti, nelle profondità degli abissi della mia mente, ora e per sempre; raccolti e custoditi come i ricordi di una vita mai vissuta...

                          Image Hosted by ImageShack.us

(un caldo ringraziamento all'autrice di quest'immagine Miyu, e siccome me lo chiedono spesso, sì tutto quello che scrivo, se non specificato altrimenti, è mio! perciò vi prego di non copiare)

 

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    εïз .αℓэsѕเα. εïз
    June 12 6:08 PM
    ℓ'αятє ∂єℓ ριαиgєяє è ѕєитιяє ∂єитяσ ιℓ ¢υσяє υиα ℓα¢яιмα
    αи¢σяα ρяιмα ¢нє яιѕαℓgα αgℓι σ¢¢нι
    υиα ℓα¢яιмα ∂ι ριαитσ, тяιѕтєzzα, gισια...
    »υиα ℓα¢яιмα яα¢¢нιυ∂є ιи ѕè тяσρρє ємσzισиι«
    ρєя¢нè ѕι ρσѕѕαиσ ѕριєgαяє σяα, qυι...
    ѕє αи¢нє тυ ¢σмρяєи∂ι ¢σѕα ѕια, νιєиι...
    є ¢σѕì иσι ѕαρяємσ ¢нє иσи ѕιαмσ ι ѕσℓι
    α ¢σмρяєи∂єяє ℓє ℓα¢яιмє!
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    •·.·†·.·•§ELVMØRЕ·.·†·.·•
    June 12 7:12 AM
    12 giugno

    oggi ribadisco la mia rabbia!

    +In questi giorni ho subito il mobbing da un collega a lavoro,sono stata talmente male per questa cosa che ho fatto le mie rimostranze ai direttori,sapete cosa ho ottenuto?Una lettera di richiamo....invece di tutelarmi mi hanno punita...allora stamane faccio questo post per dire che se intendono mandarmi affondo(LICENZIARMI)loro affonderanno con ME!Se vogliono fare la guerra contro di me sono pronta,userò tutte le armi legali a mia disposizione per farmi valere!Chiederò l'elemosina piuttosto che subire un soppruso!!Quindi stamane ribadisco che FRANGAR NON FLECTAR,MI SPEZZERò ,MA NON MI PIEGHERò!!Se vogliono fare il gioco duro io sarò più dura!!Fatelo anche VOI,non restate in silenzio a subire!!Il lavoro è un diritto,non è un optional!!+

    rage

     
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    ФK†ør †errør
    May 19 8:44 PM
    hahahaha lo immaginavo e vabè comunque se ti ci metti....ma poi cosa ci fai con questo account?
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    Mel_Angel of Darkness
    May 10 7:33 PM
    ciao pazzoide!questo blog non finirà mai di stupirmi...beh, il sangue è rugginoso secondo uno scrittore di cui ora non ricordo il nome ^^...saluti dal "batuffolino di piume" Deluso
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March 09

chiusura blog vecchio e apertura di un'altro

visto che orami tutte le mie cazzate letteriarie le tengo per me, ma l'odio per la politica continuo a pronunciarlo ho aperto un blog sulla politica, dove chiunque sia interessato possa commentare e dirmi la sua.
la nostra situazione mi fa incazzare e ho bisogno di sfogarmi, così scrivo e se volete posso sapere cosa pensano gli altri.
 
February 14

.

e così la morsa s'è stretta...
fanculo questo blog e fanculo tutto il resto
February 10

ho ripreso a tempestare questo blog :P...non ho un cazzo da fare tanto...

4-02-08

 

Perché deve essere così doloroso? Perché devo per forza sentire questo bisogno? Non lo voglio.

Ogni volta mi spinge verso mete non volute, mi illude di essersi placato e allora esplode facendomi precipitare verso la vergogna, verso la rabbia per l’ingenuità che ho dimostrato. Sentimento non corrisposto, desiderio fatto oggetto, triste sorte dell’uomo di non poter vivere senza il sogno di un amore, incompiuto.

 

Mi risulterebbe dolce sapere che lo stai leggendo.

February 08

Rinascita - Atto primo

questa è l'interessante lettura che ho affrontato oggi assieme a mio padre dopo un lungo discorso su me e mio fratello del libro l'uomo post patriarcale, affrontando lo scottante argomento di "noi figli e nostra madre". tema molto attivo nella nostra vita, per quanto riguarda il periodo post separazione. A bocca apertaadoro la particella post...ecco i passi più importanti che mi han fatto pensare

Il "complesso di madre" può schiacciare la donna, imponendole un modo altrui di realizzare il suo potenziale femminile;  (...) Il maschio adolescente deve invece fare i conti proprio con il fantasma di Attis, l'adolescente del mito greco noto per la sua tragica fine: oggi noto, alla luce della riflessione psicoanalitica, per la sua incapacità di risolvere il problema dell'attaccamento. (...)

il materiale psicologico va interpretato come una drammatizzazione di esperienze chiave della vita umana.

 

“la roccia Agdos aveva assunto la forma della Grande Madre, così comincia il racconto. Su di essa dormiva Zeus. Nel sonno o mentre lottava con la dea, il suo seme cadde sulla roccia. Nel decimo mese la roccia Agdos partorì urlando un essere selvaggio, indomabile, bisessuale e con doppia passionalità, chiamato Agdistis. Con crudele voluttà Agdistis rubava, uccideva e distruggeva tutto ciò che gli faceva piacere, non tenendo alcun conto degli dei, né degli uomini, ritenendo se stesso l’essere più potente del cielo e della terra. Gli dei spesso si consultavano sul modo di domare una simile tracotanza. Poiché tutti esitavano,  Dioniso si assunse tale compito. C’era una sorgente, alla quale ardisti soleva andare a dissetarsi quando era accaldata dalla caccia o dal gioco. Dioniso trasformò l’acqua di tale sorgente  in vino. Quando Agdistis, spinto dalla sete, bevve con avidità l’insolita bevanda, cadde domato nel sonno più profondo. Dioniso stava in agguato. Fece abilmente una corda con dei capelli e legò con essa ad un albero il membro maschile di Agdistis. Destato dalla sua ebbrezza, il mostro balzò in piedi, evirandosi in tal modo da sé. La terra raccolse il sangue che colava dalle carni lacerate. Immediatamente spuntò colà un albero con un frutto: un mandorlo o-secondo un altro racconto- un melograno. La figlia del re o dio fluviale Sangarios, Nana, vide la bellezza del frutto, lo colse e lo nascose nel suo grembo. Il frutto sparì e Nana concepì un bambino. Allora suo padre la fece imprigionare come donna disonorata, condannandola a morire di fame. Ma la Grande Madre la nutrì con frutta e con cibi degli dei finché essa partorì. Angario ordinò di esporre il bambino. Un caprone provvide al lattante; quando esso venne trovato, lo si nutrì con un liquido detto “latte di caprone”. Il bambino ebbe nome Attis. Attis era un fanciullo di meravigliosa bellezza. Il racconto prosegue, narrando che Agdistis si innamorò di lui. La selvaggià divinità accompagnava il giovane ormai adulto alla caccia guidandolo attraverso boschi impraticabili e fornendo abbondante bottino. Mida, re di Pessinunte, volle separare Attis da Agdistis e perciò gli diede in moglie la propria figlia. Alle nozze apparve Agdistis, che con il suono di una syrinx suscitò la follia in tutti i partecipanti. Attis stesso si evirò sotto un pino gridando “a te, Agdistis!”.

Così egli morì.

Dal suo sangue spuntarono le rose mammole. Ardisti si pentì di ciò che aveva fatto e chiese a Zeus di resuscitare Attis. Zeus però in conformità al destino poté concedere soltanto che il corpo di Attis non si decomponesse mai, che i suoi capelli continuassero a crescere,(e qui mio padre afferra i miei capelli ormai lunghetti una ventina di centimetri...minimo Imbarazzato) e che il suo dito mignolo rimanesse vivo e si muovesse per sempre da solo.(tranquilli, vi ho già detto che sono morto, ma le dita le muovo tutte e anche molto bene A bocca aperta)”.

 

Ecco quindi che riemerge un pensiero da me già affrontato ma accantonato come poco rilevante e non molto significativo nella mia vita: cos'abbia influenzato mia madre ed il nostro rapporto sempre più deteriorato della mia vita, del mio carattere in questo problematico periodo che è l'adolescenza. periodo che dovrebbe essere finito, ma come prossimo alla maggiorennità A bocca aperta, non mi sento di dirlo.

 

E quindi eccomi. Son dunque io il giovane Attis, come migliaia di giovani della mia generazione, figli di una separazione, schiavi di una realtà famigliare non più dispotica e opprimente, che spinge chiunque ad un atto di maturità e indipendenza, faticoso ma indispensabile per diventare uomini, ma perversa e disastrata, indistinta e confusa.

il libro chiama questo stato "di incapacità di oscillare dinamicamente fra dipendenza e indipendenza, fra partecipazione e separazione, fra diade madre-figlio e costruzione dell'identità personale" regressione patologica.

Già spiegata questa situazione angosciante che mi ritrovo a vivere da tempo, come quest'estate, solo nella mia stanza ad aspettare il giorno per poter avere la possibilità di fuggire in un altra realtà in cui ero solo un avatar, un contatto, ma qualcosa di mio, di personale e spontaneo. Qui la realtà con le sue responsabilità ed una valanga di problemi, che mi incitano a scegliere, scegliere, scegliere cose che non ho ancora chiare in testa; là un mondo immutato e perfetto in quanto frutto del mio pensiero, un mondo che non tenti di modificarmi, ma che si modifichi per me, una volta tanto.

Mi è, dunque, possibile crescere in queste condizioni?


...What does it take to be a man, harder than before
to cry your tears and not afraid to let them show
What does it take to face your inner demons, with no words left untold
What does it take to be a stronger man (when the Tempest in raging on)
What does it take to be a real man
Tempest calling now...

January 23

sei capace di ascoltare, sentire e vedere?

 
   Melodia ed immagini, fin dentro il mio sogno
   vuoi entrare nel mio mondo?
boscoforest_9Autunno foto_boschi_11 boschi%20Val%20di%20Bisenzio1 032-in%20the%20forest3_70_20051020164649autunno freddo
 

sfogliando dei vecchi libri quasi dimenticati:

 
   Sono solo un uomo, ma solleverò la testa per guardare il volto dei giganti  
                                                                                       "sui passi degli angeli della morte" di Herak Sactorii
                                           300px-Marine
January 20

Francesco Guccini-l'avvelenata

Ma s' io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni
credete che per questi quattro soldi, questa gloria da stronzi, avrei scritto canzoni;
va beh, lo ammetto che mi son sbagliato e accetto il "crucifige" e così sia,
chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia, il primo che ha studiato...

Mio padre in fondo aveva anche ragione a dir che la pensione è davvero importante,
mia madre non aveva poi sbagliato a dir che un laureato conta più d' un cantante:
giovane e ingenuo io ho perso la testa, sian stati i libri o il mio provincialismo,
e un cazzo in culo e accuse d' arrivismo, dubbi di qualunquismo, son quello che mi resta...

Voi critici, voi personaggi austeri, militanti severi, chiedo scusa a vossìa,
però non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni, si possa far poesia;
io canto quando posso, come posso, quando ne ho voglia senza applausi o fischi:
vendere o no non passa fra i miei rischi, non comprate i miei dischi e sputatemi addosso...

Secondo voi ma a me cosa mi frega di assumermi la bega di star quassù a cantare,
godo molto di più nell' ubriacarmi oppure a masturbarmi o, al limite, a scopare...
se son d' umore nero allora scrivo frugando dentro alle nostre miserie:
di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie o mantenermi vivo...

Io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista,
io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista!
Io frocio, io perchè canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino,
io solo qui alle quattro del mattino, l'angoscia e un po' di vino, voglia di bestemmiare!

Secondo voi ma chi me lo fa fare di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento?
Ovvio, il medico dice "sei depresso", nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento.
Ed io che ho sempre detto che era un gioco sapere usare o no ad un certo metro:
compagni il gioco si fa peso e tetro, comprate il mio didietro, io lo vendo per poco!

Colleghi cantautori, eletta schiera, che si vende alla sera per un po' di milioni,
voi che siete capaci fate bene a aver le tasche piene e non solo i coglioni...
Che cosa posso dirvi? Andate e fate, tanto ci sarà sempre, lo sapete,
un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate!

Ma s' io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse farei lo stesso,
mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso
e quindi tiro avanti e non mi svesto dei panni che son solito portare:
ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il resto!

esposizione teoria di anselmo d'aosta presa dal libro il proslogion

Dio è quella cosa di cui non può essere pensato niente di maggiore( id quo maius cogitare nequit). questa è la definizione che da il filosofo-monaco, nel dibattito sull'esistenza di dio che egli ha con un ateo.
l'ateo in questione nega l'esistenza di dio, ma quando sente la frase sopracitata di anselmo egli intende perfettamente ciò che sente, e ciò che sente è nel suo intelletto, anche se non intende ciò che esiste.
 
 altro è, infatti, una cosa che è nell'intelletto, altro è intendere  che essa esiste. quando un pittore immagina un'opera, ha nel suo intelletto ciò che andrà a creare, ma non intende che quella cosa che ha nell'intelletto esiste già. ciò, ovvero intendere l'esistenza dell'opera, potrà farlo solo quando l'opera sarà compiuta.
 
 anche lo stolto, quindi, deve convincersi che ci sia qualcosa almeno nell'intelletto di cui non si può immaginare niente di maggiore. poichè egli intende questa frase quando la ode, e ogni cosa che si intende è intelletto.
 
 ma se questa cosa, superiore a tutte le altre, esiste solo nell'intelletto e non nella realtà, allora non è più ciò di cui non si può pensare niente di maggiore, ma, al contrario, qualcosa di cui si può pensare qualcosa di superiore. dunque esiste qualcosa di cui non si può pensare niente di maggiore sia nell'intelletto sia nella realtà.
January 19

da: "i quattro stracci", Guccini

casta che sogna d'esser puttana,
quando sei dentro vuoi esser fuori cercando sempre i passati amori,
ed hai annullato tutto all'infuori di te!
ma io sono fiero del mio sognare,
di questo mio eterno incespicare e rido infaccia a quello che cerchi e che mai avrai!"
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